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- EVENTO 19.20.21 Giugno 2009


- ORGANIZZARE COMUNITA'
workshop per leader di comunità sulle strategie di costruzione di cittadinanza attiva
scheda di partecipazione
programma

ORGANIZZARE COMUNITA'
workshop per leader di comunità sulle strategie di costruzione di cittadinanza attiva.
Il workshop è destinato a chi intende sviluppare capacità di organizzazione e mobilitazione della società civile per promuovere la partecipazione popolare alle sfera pubblica.
L’attività di formazione è indirizzata a tutti coloro i quali, impegnati a vario titolo nel promuovere percorsi di cittadinanza attiva, sentono forte il divario fra le energie collettive profuse e i risultati concreti ottenuti, sia in termini di partecipazione popolare alle iniziative di mobilitazione, sia di inclusione delle istanze che emergono dalla società civile nei processi decisionali istituzionali.
Le attività formative sulle strategie di organizzazione comunitaria avranno un carattere esperienziale incentrato in particolare sul caso della Valle del Simeto, che vive da anni un forte scollamento tra una visione "istituzionale" del territorio, considerato bacino di suolo per l’insediamento di nuove attività industriali e per lo smaltimento dei rifiuti, e il sentire diffuso, consapevole di vivere in un territorio ricco di risorse naturali, storico-archeologiche e anche di energie produttive che vorrebbero valorizzarle.Kenneth M Reardon, direttore del Graduate Program in City and Regional Planning, University of Memphis

è uno dei maggiori esponenti di quella parte dell'accademia americana che considera l'università come istituzione chiamata a impegnarsi nel territorio per lo sviluppo locale secondo l'approccio della Ricerca-Azione Partecipata; è stato promotore e coordinatore di molti progetti di community-university partnership negli Stati Uniti, fra cui il decennale impegno nello "University of Illinois, East St. Louis Action Research Project" (finalista nel 1996 del National Excellence Award - UN Habitat II e premiato nel 2000 con il prestigioso American Institute of Certified Planners President's Award), il progetto di ricostruzione del quartiere ninth ward di New Orleans distrutto dall'uragano Kathrina nell'agosto 2005 e il più recente "University of Memphis - South Memphis Project".
Wade Rathke, Chief Organizer ACORN International

Ispirato al celebre libro di Saul Alinsky "Rules for Radicals", negli Stati Uniti esistono numerose organizzazioni di Community Organizers, ovvero di figure che hanno sviluppato tecniche e capacità di organizzazione e mobilitazione sociale, e che si battono per la difesa dei diritti civili nei quartieri e nelle aree più degradate e marginalizzate dal capitalismo globale. Wade è fondatore, nel 1970, della più grande organizzazione statunitense di comunità degli Stati Uniti, ACORN (Associations of Community Organizations for Reform Now), la quale conta più di 400 000 famiglie che si sono associate in più di 1200 unità di quartiere in 110 città degli USA; ACORN ha conseguito migliaia di provvedimenti istituzionali e di accordi pubblico-privato nell'interesse dei suoi membri attraverso sofisticate tecniche che combinano la mobilitazione, la consulenza legale e la negoziazione. Dopo più di trent’anni come responsabile di ACORN, Wade Rathke ha fondato, e dirige oggi, una divisione internazionale dell'associazione, ACORN International, finalizzata alla condivisione di esperienze di community organizing fra i diversi paesi del mondo per il globale miglioramento delle condizioni di vita delle persone storicamente marginalizzate dai sistemi di potere che hanno in mano i nostri sistemi democratici.
Filippo Gravagno, ricercatore in Tecnica e Pianificazione Urbanistica, Università degli Studi di Catania
È stato dirigente dell’Ufficio programmi speciali del comune di Catania dal 1998 al 2000, lavorando alla redazione del programma Urban, del PRUSST Economie del Turismo, del Programma Integrato San Cristoforo, del Patto Territoriale Catania Sud, del Contratto di Quartiere I per Librino; in queste esperienze ha sperimentato tecniche di coinvolgimento degli abitanti nei processi di pianificazione istituzionale. Dal 2000 si è dedicato alla carriera accademica, nell’ambito della quale ha coordinato il gruppo di lavoro del Laboratorio per la Progettazione Ecologica e Ambientale del Territorio (LabPEAT) in numerose attività di animazione territoriale con particolare attenzione alle co-implicazioni degli stili di vita delle comunità con la dimensione ambientale del territorio.
Laura Saija, docente di Tecnica Urbanistica, Università degli Studi di Catania
Dopo un percorso di formazione accademica svoltosi nell’ambito della Tecnica e Pianificazione Urbanistica a cavallo tra l’Università degli Studi di Catania e l’University of Washington di Seattle, è stata fino allo scorso aprile assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Università degli Studi di Catania. A partire dall’interesse per gli aspetti etici della Pianificazione, i suoi interessi di ricerca si rivolgono ai temi dell’equità urbana, del diritto alla città e delle modalità con cui la trasformazione dell’ambiente costruito possa contribuire alla formazione di cittadinanza attiva. Negli ultimi anni si è dedicata ad un filone di ricerca, fortemente diffuso nel mondo del planning anglosassone e denominato ricerca-azione partecipata, secondo cui la ricerca e l’azione sono intrinsecamente connesse nell’ambito di esperienze in cui accademici e membri di comunità disagiate collaborano in modo paritario per l’individuazione dei problemi e la costruzione di strategie per affrontarli. Dal 1999 collabora come ricercatrice con il Laboratorio per la Progettazione Ecologica e Ambientale del Territorio (LabPEAT), nell’ambito del quale ha contribuito all’avvio di esperienze di ricerca-azione in diverse aree marginalizzate o problematiche della città di Catania, fra cui l’area della Fera o’ Luni, il quartiere San Berillo vecchio e il quartiere di Librino.